Il trattamento del cancro alla prostata da radiazioni

Cancro alla Prostata: Sintomi, Cause e Trattamenti

Che cosa è prostatite Wikipedia

Il melanoma è un tumore maligno che origina dal melanocitauna cellula preposta alla sintesi della melanina [1]. La melanina è un pigmento scuro responsabile parzialmente del colore della pelle. La ragione della presenza dei melanociti in questi distretti anatomici è da ricercarsi nella loro origine embrionale: le creste neurali.

Le più frequenti varietà cliniche o morfologie verificate istologicamente sono [6] :. È particolarmente comune tra i caucasicisoprattutto negli europei nord-occidentali che vivono in luoghi soleggiati. Il trattamento varia in base allo stadio in cui si trova il melanoma. Quello di elezione il cosiddetto gold standard prevede la rimozione del tumore primario mediante biopsia escissionale ed è applicabile soltanto agli stadi precoci della malattia.

Se viene rilevato e rimosso precocemente, quando è ancora piccolo e sottile, allora la probabilità di guarigione è alta. La il trattamento del cancro alla prostata da radiazioni che ritorni recidiva o si diffonda dipende da quanto profondamente ha invaso gli strati della cute. Negli ultimi 20 anni l' incidenza del melanoma è aumentata più velocemente rispetto ad altre neoplasie maligne, soprattutto nell'etnia caucasica.

L' Australia e la Nuova Zelanda hanno i più alti tassi di incidenza di melanoma nel mondo. Non è stata registrata una correlazione in base al sesso, visto che il tumore è di poco più frequente nelle donne rispetto agli uomini.

In occidente negli uomini colpisce prevalentemente il tronco mentre nella donna gli arti, il collo, il cuoio capelluto e il volto. Nel in Italia sono attesi circa A livello globale, nelil melanoma ha colpito Nel nel suolo italiano sono stati registrati 2. Per quanto riguarda i fattori di rischio è utile fare riferimento alla tabella progettata dall'oncologo Paolo Antonio Ascierto che li suddivide in:.

In questo caso acquisisce la proprietà di essere ereditabile ; Hemminki et al, definisce questa forma di melanoma "familiare".

La maggior parte di queste mutazioni è presente nel cromosoma 9, il trattamento del cancro alla prostata da radiazioni braccio piccolo "petit" della regione 9p Il rischio di sviluppare melanoma è maggiore nei soggetti di pelle chiara, dal fototipo cosiddetto chiaro.

Tra i fattori di rischio il ruolo più importante è giocato sicuramente dalle radiazioni solarida cui l'importanza della prevenzione e protezione durante l'esposizione al sole specialmente nei soggetti più giovani e in relazione al fototipo [23].

I raggi ultravioletti contribuiscono allo sviluppo del tumore, benché possa insorgere in qualunque distretto corporeo anche non irraggiato. Già verso la metà del Novecentograzie agli studi in Australia su un campione di uomini bianchi e di colore, è stata evidenziata la correlazione fra la pelle chiara e l'esposizione ai raggi solari.

Alla fine degli anni ottanta gli scienziati proposero due cause scatenanti il melanoma indotte dai raggi: la prima è la mutazione di geni specifici delle cellule cutanee, con conseguenti proliferazioni cellulari e disabilitazione del gene oncosoppressore ; la seconda prevede una il trattamento del cancro alla prostata da radiazioni della risposta immunitaria della cute.

Verso la fine degli anni il trattamento del cancro alla prostata da radiazioni i ricercatori hanno rilevato i danni che il DNA delle cellule cutanee, dopo lunghe esposizioni alla luce solare, subisce a causa dalla componente ultravioletta B dello spettro. Oltre alla eccessiva o precoce esposizione a intensa luce solare, altri fattori di rischio sono l' immunosoppressionel'uso di lampade a UV, la presenza di molteplici precedenti lesioni cutanee. Contrariamente a quanto in alcuni contesti il trattamento del cancro alla prostata da radiazioni, l'uso di contraccettivi orali non ne aumenta l'incidenza [26]alla luce di il trattamento del cancro alla prostata da radiazioni vasta revisione sistematica del Con l'avanzare delle scoperte in biologia cellulare è stato possibile definire una serie di "caratteristiche" generali che possiede qualsiasi tumore invasivo i cosiddetti "hallmarks" del cancro [27].

Il melanocita in un adulto umano è presente in proporzioni costanti rispetto ai cheratinociti dell'epidermide: da questa osservazione è stata formulata la definizione di unità epidermico-melanicadove un melanocita è di solito associato a 36 cheratinociti circa. Raramente si riscontra la forma in situ del melanoma.

Sono più frequenti i riscontri microinvasivi. Il melanoma è caratterizzato da una crescita bifasica: radiale e verticale. In entrambi i casi il melanocita continua a proliferare grazie alla perdita di inibizione da contatto.

La crescita radiale è contraddistinta da cellule con citoplasma chiaro, atipie cellulari, mitosi non frequenti, non è interessato tutto lo spessore dell'epidermide, possono esserci gruppi di cellule neoplastiche al di sotto della membrana basale. La crescita radiale è associata ancora a buona prognosi. La crescita verticale è invece uno stadio più maligno del tumore, sono più evidenti e frequenti le atipie e le mitosi, le cellule hanno acquisito un forte impulso proliferativo, occupano tutto lo spessore dell'epidermide e possono raggiungere finanche il tessuto adiposo sottocutaneo.

Questo evento si associa ad aumentato rischio di metastasi, vista l'intensa vascolarizzazione che si ha scendendo nel derma. All'immunoistochimica si riconosce la positività per la vimentina e la proteina S Sono state descritte anche come sedi di metastasi l'esofago ed altri tratti del canale digerente, oltre che rare metastasi cardiache.

In caso di riscontro di una neoformazione scura, con tonalità diverse di colore, con margini frastagliati e superficie un po' piallata bisogna sempre sospettare la presenza di melanoma e agire di conseguenza. La metodica più utilizzata ed efficace nella diagnosi precoce del melanoma è la dermatoscopia e permette l'osservazione di pattern non visibili a occhio nudo.

La diagnosi differenziale del melanoma in dermatoscopia è basata prevalentemente sull'analisi di caratteristiche visive ben definite della lesione, unitamente all' anamnesi del paziente ed alle caratteristiche di evoluzione. Esiste una vasta semiologia tramite la quale il dermatologo esperto è in grado di effettuare diagnosi visive molto accurate.

Negli ultimi anni, oltre alla tecnica tradizionale, si sono sviluppati alcuni metodi chiamati algoritmi soggettiviquali il Seven-Point Checklist o la regola dell'ABCDbasati su serie di interpretazioni di caratteristiche dermatoscopiche. La variabilità e la difficile standardizzazione di questi algoritmi ha rivelato, tramite risultati riportati su riviste internazionali, una bassa accuratezza diagnostica rispetto alla tecnica diagnostica tradizionale.

È dimostrato che queste tecnologie basate sulla dermoscopia computerizzata contribuiscono realmente a un incremento in termini di accuratezza diagnostica purché validati scientificamente attraverso riviste scientifiche. È stato recentemente messo a punto un sofisticato metodo predittivo basato sull'analisi di sequenze di immagini di lesioni pigmentate in modo da fornire quadri diagnostici dettagliati in base alla cosiddetta mappatura dei nevi. Il software rileva dimensioni, variazioni di colore, profondità del nevo e li confronta con un database medico per stabilire la necessità di asportazione chirurgica, e con precedenti mappature dei nei del paziente per vedere l'evoluzione nel tempo.

Nell'ultimo decennio sono state sviluppate tecniche di citogenetica che risultano essere di grande aiuto nella diagnosi e nella stadiazione del melanoma. Per quanto riguarda lesioni cutanee melanocitiche non ambigue e controverse [33] la tecnica FISH a quattro sonde è risultata essere sensibile e specifica. In particolare tramite la tecnica FISH è possibile analizzare anomalie cromosomiche di numero o traslocazionivisualizzare l'istologia del tessuto prelevato e determinare citogeneticamente la presenza di marcatori tumorali.

Un'altra complicazione della tecnica CGH è data dal fatto che non tutte le cellule di melanoma possono presentare alterazioni cromosomiche. È meno sensibile della tecnica FISH.

Come in qualsiasi tumore vengono a considerarsi dei fattori prognostici negativi e dei fattori prognostici positivi. I principali fattori prognostici negativi per il melanoma sono, ovviamente, la presenza di metastasi a distanza o linfonodali, l'ulcerazione, una forte attività mitoticala presenza di lesioni satelliti ed elevati livelli di lattato deidrogenasi. La presenza di un infiltrato linfocitario antitumorale attorno alla lesione in sigla TIL da Tumor-infiltrating lymphocytesè invece considerato un fattore prognostico positivo associato cioè a migliori risultati clinici.

È evidente che si cerchi di evitare che il tumore raggiunga lo spazio sub-endoteliale di un vaso linfatico durante la fase di crescita radiale: da qui l'importanza dei TILs.

Sono visibili anche dei macrofagiche avviano il processo di fagocitosi dei melanociti per formare i melanofagi o per fagocitare detriti presenti nel microambiente del tumore, mastociti e granulociti neutrofili. La loro funzione nell'infiltrato è molto variabile e alcune ricerche considerano addirittura la presenza di questi citotipi come fattore prognostico negativo, poiché sono cellule mediatrici dell' infiammazione cronica.

Nel alcuni studiosi pubblicarono il risultato di una ricerca riguardante le diverse modalità d'azione dei TILs nel melanoma e formularono tre "comportamenti" delle cellule immunitarie nei confronti del tumore primario:. Questi studi vennero riconfermati dal Dr. Sempre in relazione all'infiltrazione linfocitaria sono stati proposti altri due fattori prognostici, al momento non ancora riconosciuti ufficialmente.

Questa classificazione suddivide i melanomi in base allo strato cutaneo più profondo che riescono il trattamento del cancro alla prostata da radiazioni invadere:. Indica la profondità in mm di penetrazione del tumore nella cute.

È l'indice più attendibile e che correla meglio con la sopravvivenza. Se fatta dall' anatomo patologo si parla di pTNM, dove:. Il melanoma è un tumore con prognosi negativa negli stadi avanzati: è quindi preferibile riconoscere le forme precoci ed infine procedere alla biopsia escissionale.

La biopsia escissionale ha due caratteristiche:. Il trattamento del cancro alla prostata da radiazioni melanomi sottili sono generalmente diagnosticati tramite una biopsia escissionale ed in seguito asportati mediante radicalizzazione. Non sempre è il trattamento del cancro alla prostata da radiazioni eseguire l'asportazione del melanoma: vi sono zone del corpo troppo sottili o delicate che non consentono la radicalizzazione esempio: palpebra. In seguito il melanoma sarà inviato alla UOC di Anatomia Patologica per il trattamento del cancro alla prostata da radiazioni la terapia e il follow-up ideali per il paziente.

Se il melanoma primitivo ovvero la massa tumorale originatasi esclusivamente nel sito esaminato dal professionista è allo stadio:. È un trattamento che si esegue dopo aver rimosso la lesione primitiva per ridurre il rischio di recidive locali. Ha come obiettivi l'aumento della sopravvivenza e dell'intervallo libero da malattia.

Spesso questi pazienti vengono inseriti in trial clinici per testare nuovi trattamenti. Si rientra nella popolazione target di pazienti ad alto rischio di recidiva se si è allo stadio:. Consiste nello stimolare il sistema immunitario contro il tumore. Si divide in varie tipologie:. Altri trattamenti usati sono i vaccini, ma non si hanno ancora dati certi sulle modalità di somministrazione La chemioterapia classica è inutile in adiuvante. Il trattamento del cancro alla prostata da radiazioni possibile, prima di procedere ad uno dei due approcci, sarebbe consigliabile effettuare l'analisi dello stato mutazionale di B-RAF.

L'approccio loco-regionale si applica a pazienti con poche metastasi dette anche secondarismi e si focalizza nella rimozione chirurgica dei il trattamento del cancro alla prostata da radiazioni che contribuiscono alla malattia. È consigliato a pazienti che sono allo stadio IV e presentano una singola metastasi il trattamento del cancro alla prostata da radiazioni un viscere o una oligometastasi coinvolgimento di 1 o 2 organi.

In questo caso si procede alla resezione chirurgica. L'approccio terapeutico- sistemico si basava in passato sulla chemioterapia soprattutto con la somministrazione della dacarbazinaun agente alchilante.

In realtà, questa scelta rappresentava al più un trattamento palliativo-sistemico. Al sono disponibili cure che impediscono al melanoma di metastatizzare ulteriormente e, in alcuni casi, di regredire. Esse si basano sull'immunoterapia e prevedono: [50]. Altri progetti. Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. URL consultato il 5 ottobre Lin e David E. Fisher, Melanocyte biology and skin pigmentationin Naturevol. URL consultato il 13 ottobre URL consultato il 18 giugno Chapter 5.

URL consultato il 12 agosto archiviato il 17 febbraio Echeverría, Botella-Estrada R. Leffell e Douglas E. Brash, pubbl.