Il cancro alla prostata carne rossa

Tumore alla prostata: cause e sintomi

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I pericoli indotti dall' eccesso di carne rossa nella dieta sono direttamente proporzionali all'abuso del suo consumo. Una frequenza di due o tre porzioni di carne la settimana non sembra contribuire alla patogenesi di alcuna malattia, fermo restando che l'intero regime dietetico sia equilibrato il cancro alla prostata carne rossa i metodi di cottura idonei. Seppur con una certa variabilità nelle fonti consultate, appartengono alla categoria delle carni rosse le carni di bue, vacca, toro, pecora, cavallo, montone, bufalo e maiale adulto.

La percentuale di grassi saturi varia non solo in base alla specie animale, ma anche e soprattutto in base al taglio di carne. I prodotti animali, quindi anche la carne rossa, sono alimenti che contengono lipidi saturi ed apportano quantità più o meno importanti a seconda del taglio e della porzione di colesterolo esogeno. Pertanto, il primo pericolo al quale fa riferimento l'abuso della carne rossa è l'alterazione della lipidemia. Ne deriva un aumento del rischio cardio-vascolare imputabile alla formazione di placche aterosclerotiche che finiscono per occludere i vasi sanguigni.

La il cancro alla prostata carne rossa rossa apporta una quantità notevole di proteine animali e da ogni porzione g ne derivano circa g. L'abuso del consumo di proteine animali comporta un rischio piuttosto importante di sviluppare una riduzione dell' efficienza metabolica del calcio. Pertanto, se introdotte in eccesso, le proteine animali potrebbero favorire l'insorgenza di una patologia ossea definita osteoporosi. Tuttavia non tutti gli autori sono concordi il cancro alla prostata carne rossa ritenere la dieta iperproteica un fattore di rischio per l'osteoporosi, poiché la stessa oltre ad aumentare l'escrezione urinaria di calcio, esplica un effetto positivo sul suo assorbimento intestinale; inoltre parrebbe stimolare la secrezione di ormoni osteo-anabolici, come l'IGF L'aumento dell'apporto amminoacidico derivante dalle proteine animali determina anche l' incremento dei livelli di azotemiain quanto gli amminoacidi che non vengono impiegati nei processi anabolici costituiscono un substrato di trasformazione neoglucogenetica e liposintetica.

I cataboliti, che sono costituiti prevalentemente da ammonio, per essere espulsi con le urine necessitano un'ultima conversione in urea. L'eccesso proteico della dieta favorisce l' accumulo di urea determinando un affaticamento renale continuo e persistente.

In base a molti studi, questa condizione potrebbe indurre disturbi anche gravi come la nefrite cronica. Come se non bastasse, la carne rossa è uno degli alimenti che apporta il maggior quantitativo di purine ; queste derivano dal catabolismo digestivo degli acidi nucleiciche in seguito il cancro alla prostata carne rossa metabolizzazione favoriscono l' iperuricemia.

In parole povere, tra i pericoli derivanti dall'eccesso di cane rossa è presente anche il rischio di iperuricemia gotta e delle relative complicanze osteo-articolari sedimento e precipitazione dei cristalli e renali calcolosi. La digestione della carne rossa impegna notevolmente lo stomaco che secerne grosse quantità di acido cloridrico HCl. L'abbassamento del pH è fondamentale per la corretta denaturazione proteica e per l' attivazione del pepsinogeno il cancro alla prostata carne rossa pepsina ; tuttavia, un grosso contenuto proteico determina il rallentamento dei tempi di percorrenza del chimoa causa della lunga permanenza nel tratto gastrico.

Nei soggetti che abusano di carne rossa, soprattutto cotta in maniera prolungata ed in orari serali, l'acidosi gastrica e duodenale incrementa il rischio di incidenza di gastritiulcere e cancro dello stomaco. Per lo stesso motivo, nei soggetti il cancro alla prostata carne rossa o affetti da incontinenza dello sfintere gastro-esofageo inferioresi osserva un aumento dell'incidenza di reflusso gastrico che, nel lungo termine, determina esofagiteesofago di Barrett e verosimilmente cancro esofageo.

Indipendentemente dall'ammontare proteico, l'eccessivo consumo di carne rossa favorisce anche l'incremento indiretto di alcuni pericoli inerenti l'incidenza neoplastica tumorale dello stomaco e dell'intestino.

I residui dei nitriti impiegati nell'agricoltura e di quelli aggiunti a scopo conservante nelle carni trasformate si combinano con le ammine alimentari formando nitrosammine. Il consumo elevato e frequente di insaccati contenenti nitrati e nitriti determina l'innalzamento della combinazione in nitrosammine, che possiedono un elevatissimo potere cancerogenico a livello dello stomaco.

Tale notizia, il cancro alla prostata carne rossa cui è stato dato ampio risalto mediatico, ha suscitato allarmismi eccessivi e ingiustificati nella popolazione, complice un' informazione grossolana e fuorviante. Vediamo quindi di chiarire alcuni aspetti fondamentali presenti nella pubblicazione scientifica relativa a tale evento.

Altro aspetto importantissimo riguarda la qualità della carnedal momento che nello studio si citano esplicitamente:. Non parliamo quindi di carni freschema di carni conservate per intenderci salumi, specie se affumicati, carni in scatola e salse a base di carne.

Lo studio, quindi, non scopre nulla di nuovodato che da anni è nota la pericolosità dei conservanti usati nelle carni lavorate in particolare i nitrati e ancor più i nitriti.

Riguardo alle carni rosse fresche manzo, agnello e maialelo studio le classifica come " probabilmente cancerogene " in riferimento a tre specifici tipi di tumore: al colon retto, alla prostata e il cancro alla prostata carne rossa stomaco. Per il cancro alla prostata carne rossa una visione corretta, le statistiche andrebbero comunque differenziate per tipo e taglio di carne; verosimilmente, ad esempio, il rischio oncogeno è significativo per chi consuma grammi di salsicce di maiale al giorno, mentre non lo è per chi consuma analoghe quantità di filetto di manzo.

Per quanto riguarda le carni fresche ricordiamo che la modalità di cottura ad alte temperature genera sostanze tossiche e cancerogene. E' logico aspettarsi che il consumo di carni conservate sia più comune tra le fasce di popolazione generalmente il cancro alla prostata carne rossa attente all'alimentazione e alla propria salute.

Viceversa, tra i soggetti vegetariani e vegani l'attenzione verso la propria salute è generalmente maggiore; in questo gruppo, è quindi logico aspettarsi minori percentuali di fumatori, di alcolisti e di persone in sovrappeso, una maggiore attenzione all'attività fisica e un maggior apporto di antiossidanti, fibre alimentari e di altri nutrienti protettivi per il cancro al colon, allo stomaco e alla prostata.

Un confronto serio ed attendibile andrebbe quindi effettuato tra due popolazioni con gli stessi fattori di rischio, ad eccezione di quello che si intende valutare. Considerare solo l'aspetto nutrizionale o il cancro alla prostata carne rossa ulteriormente il confronto a un solo gruppo di alimenti porta a grossi abbagli. Tra i pericoli del consumo eccessivo di carne rossa rientrano anche quelli legati alla formazione di composti tossici derivanti dalla carbonizzazione delle proteine.

Cotture particolarmente rapide ed intense griglia e piastra favoriscono la produzione di composti altamente tossici e cancerogeni: gli idrocarburi policiclici aromaticidei quali il più nocivo è senz'altro il benzopirene.

Quelli derivanti dall'alimentazione colpiscono soprattutto lo stomaco, l' intestinoil fegato e la vescica. Meno incisiva sui soggetti sani, ma determinante nei pazienti geriatrici, è l' alterazione della flora batterica intestinale. In terza età, seppur raro, l'abuso del consumo di carne a discapito di alimenti contenenti fibre alimentari favorisce il ristagno fecale per stipsi e predispone lo sviluppo di microrganismi patogeni all'interno del lume intestinale.

Queste colonie saprofite determinano l'abbassamento del pHla putrefazione fecale il cancro alla prostata carne rossa l'accumulo di tossineriducendo la flora batterica fisiologica a discapito delle sue funzioni immunitaria e di sintesi vitaminica: vit Kvit PP e piccole quantità di vit B Da diversi anni numerose ricerche oncologiche si sono susseguite, tra conferme e smentite, per cercare di Il maiale è un animale tenuto il cancro alla prostata carne rossa in considerazione dal mondo contadino, in quanto il suo allevamento comporta bassi costi per un'ottima resa.

Del maiale non viene sprecato niente, si mangiano perfino pelle, piedi, orecchie e sangue. La tradizione italiana implica che la maggior parte del La carne è il risultato di complesse modificazioni biochimiche che si realizzano a carico dei muscoli striati e dei tessuti strettamente connessi di animali da macello, da cortile e selvaggina sia da pelo che da piuma.

A livello commerciale le carni si classificano in base al colore Seguici su. Ultima modifica Newburgh, M. Trattato di medicina cardiovascolare.

Settima edizione — D. Zipes, P. Libby, R. Bonow, E. Braunwald — capitolo 41 Terapia medica ragionata. Zangara — Piccin - pag Le malattie dell'esofago. Diagnosi e terapia — A. Battocchia, E. Cross, PhD; Barry I. Graubard, PhD; Michael F. Giovannucci et al. Riccardo Borgacci. La carne di maiale Il maiale è un animale tenuto molto in considerazione dal mondo contadino, in quanto il suo allevamento comporta bassi costi per un'ottima resa.

Carne La carne è il risultato di complesse modificazioni biochimiche che si realizzano a carico dei muscoli striati e dei tessuti strettamente connessi di animali da macello, da cortile e selvaggina sia da pelo che da piuma.